La Qualità dei Vini

16 luglio 2010 di Mezzapelle Vito


 

Negli ultimi anni il problema della qualità è divenuto assai pressante nei processi di trasfomazione delle materie prime ed in particolare nella elaborazione degli alimenti. La sempre maggior attenzione che il consumatore pone nella scelta di ciò che acquista ha stimolato la ricerca nel settore alimentare verso l’individuazione di tecnologie e prodotti in grado di garantire un’elevata sicurezza d’uso dell’alimento.

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Miglioramento Genetico in Viticoltura

3 luglio 2010 di Mezzapelle Vito


 

La valorizzazione della piattaforma ampelografica rappresenta uno dei principali punti di forza per la valorizzazione e il potenziamento della viticoltura di ciascuna Regione italiana. Il miglioramento genetico comprende tutte le attività volte a modificare la composizione delle popolazioni agendo direttamente o indirettamente sul loro patrimonio genetico. Esistono vari metodi di miglioramento per la vite, tra questi la selezione massale e la selezione clonale

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I Polifenoli delle Uve

24 marzo 2010 di Mezzapelle Vito


Nella classe dei polifenoli vengono raggruppati numerosi composti a diversa struttura molecolare. Essi possono essere divisi grossolanamente in flavonoidi e non flavonoidi.

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Ruolo dei Batteri Lattici in Vinificazioni da Uve Grillo: Microrganismi Alterativi o Protecnologici?

22 dicembre 2009 di Mezzapelle Vito


Lactococcus lactis

 

Il Grillo

Il Grillo è un vitigno a bacca bianca presente in Sicilia proveniente dalla Puglia, da dove arebbe stato importato come vite di rimpiazzo per favorire la ricostruzione post fillosserica ella zona di Marsala , e successivamente diffuso nelle altre province dell’isola. La cultivar rillo presenta maturazione medio-precoce, una buona produttività (3-4 kg/pianta) nelle nnate in cui non è soggetta alla caduta dei fiori, per avverse condizioni climatiche o ccessiva vigoria vegetativa, ed una bassa suscettibilità a malattie fungine, come peronospora  oidio. I sistemi di allevamento adottati per la coltivazione del grillo sono essenzialmente due: l’alberello e la controspalliera.
La potatura, in entrambi i casi, è generalmente mista con peroni e capoafrutto (guyot e alberello marsalese). Oggi molti vecchi impianti ad alberello ono stati trasformati in controspalliera e questa è la tendenza anche per i vigneti nuovi, iantati a circa 5000 piante per ettaro. La foglia è media, pentagonale, pentalobata o quasi ntera; il grappolo è medio, cilindrico o conico, a volte alato, spargolo o mediamente ompatto; l’acino è medio o grosso, di forma sferoidale; la buccia risulta leggermente ruinosa, consistente e spessa, trasparente, di colore giallo dorato con chiazze color ruggine. d oggi, sono riconoscibili due biotipi (presunti cloni), appartenenti a questa varietà: il primo caratterizzato da un grappolo spargolo e capace di raggiungere un’alta gradazione zuccherina, particolarmente presente nella zona costiera del marsalese; il secondo, presente nei vigneti dell’entroterra del trapanese, sostanzialmente a grappolo compatto che a maturazione raggiunge generalmente un grado zuccherino inferiore al primo.

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Tesi di Laurea: Dott. Vito Mezzapelle

Relatore: Prof. G. Moschetti

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Determinazione dell’A.P.A.

5 dicembre 2009 di Mezzapelle Vito


Il protocollo da utilizzare è il seguente:

50 ml di mosto sono portati a pH 8,5 con NaOH 1N. Al mosto vengono aggiunti 20 ml di aldeide formica precedentemente portati a pH 8,5. Dopo qualche minuto di riposo il pH si abbassa, a questo punto si deve titolare fino a pH 8,5 impiegando NaOH 0,1N, la titolazione deve essere eseguita utilizzando un comune pHmetro. Il volume di NaOH 0,1 N impiegato, espresso in ml, può essere indicato con A. L’azoto assimilabile espresso in mg/l di N si ottiene moltiplicando A per 28.

Fonte: Enol. Vito Mezzapelle

Vinitaly 2010

24 agosto 2009 di Mezzapelle Vito


Viticoltura di Precisione

23 luglio 2008 di Mezzapelle Vito


 

La pianta della vite cresce praticamente in ogni tipo di terreno ma i risultati qualitativi e quantitativi migliori si ottengono con le caratteristiche pedologiche ottimali.

L’accertamento della vocazione viti-vinicola di un territorio può essere realizzato mediante la zonazione o l’indagine pedologica, finalizzata a determinare l’origine geologica, le caratteristiche pedologiche e quelle agronomiche del terreno stesso. Tali informazioni unite a quelle topografiche (pendenza, altitudine, esposizione ecc..) e climatiche consentono di redigere le “carte dei suoli” nella quale i terreni vengono classificati in “unità di base” secondo la predisposizione viticola.

 

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Vinificatore Ganimede

27 marzo 2008 di Mezzapelle Vito


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Sample ImageDurante il processo di fermentazione si sviluppano grandi quantità di anidride carbonica: dai 40 ai 50 litri di gas per ogni litro di mosto. Un enorme potenziale energetico fino ad oggi trascurato e che, opportunamente accumulato, può essere successivamente utilizzato a proprio vantaggio. Ciò ci consente l'uso mirato di un'energia naturale e gratuita, sempre disponibile, che consiste nel massiccio bombardamento da parte dell'anidride carbonica di fermentazione sulle masse superficiali di vinaccia attraverso una tecnologia essenziale ed efficace, che concentra le sue enormi risorse nella semplicità d'uso del bypass di Ganimede

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Diserbo del vigneto

5 marzo 2008 di Mezzapelle Vito


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Il diserbo o diserbatura è la pratica dell’ eliminazione delle malerbe o piante infestanti in agricoltura e giardinaggio. Gli erbicidi agiscono per contatto, per traslazione o mediante una azione residuale.

 


 

Vantaggi del diserbo

 

Svantaggi del diserbo

 

Gli erbicidi residuali utilizzati in pre-emergenza provocano di solito una riduzione progressiva del contenuto di sostanza organica nel suolo; quelli adoperati in post-emergenza, sistemici o disseccanti favoriscono il ritorno al terreno di una quota delle perdite annuali di sostanza organica. Inoltre si ha minor rischio di erosione e di danni dell’azione battente della pioggia se si lasciano le infestanti disseccate.

 

Si può verificare una graduale sterilizzazione del suolo ma non con quelli di contatto perché hanno una persistenza limitata e per quelli sistemici che vengono degradati molto velocemente nel terreno, gli erbicidi residuai infatti stanno scomparendo.

 

Erbicidi residuali o di pre-emergenza

Questi diserbanti (antigerminello)sono in grado di colpire le infestanti al momento della germinazione o allo stadio di plantula; la loro efficacia sulle piante sviluppate spesso è alquanto ridotta. Sono prodotti in grado di esercitare la loro attività per periodi prolungati, fino a 6 mesi ed oltre prevedendo l’emergenza delle malerbe. O

 

ggi, con il perfezionamento delle tecniche e l’adozione di nuovi criteri se ne limita fortemente l’uso sia per motivi ambientali sia per motivi agronomici (possono essere fitotossici, controllano parzialmente le infestanti e possono inquinare le falde).

 

 

 

 

 

Erbicidi di post-emergenza

 

Possono essere disseccanti di contatto e distruggono solo la parte aerea dell’infestante e sono impiegati soprattutto nell’inerbimento controllato. Alcuni di questi diquat e paraquat sono ancora usati ma pericolosi per l’uomo e per gli animali e sono ritenuti superati, e il GLUFOSINATE AMMONIO (BASTA e FINALE),  un erbicida fogliare che agisce per contatto sulle parti verdi delle infestanti presenti al momento del trattamento; la sua traslocazione verso le radici è scarsa.

Inoltre vi sono gli erbicidi sistemici od ormonici chiamati anche fogliari: sono assorbiti dalle parti aere e migrano negli organi sotterranei della pianta devitalizzandola. Si ricordano:

 

1. glifosate, attivo nei confronti delle graminacee e dicotiledoni annuali

 

2. glifosate+oxifluorfen miscela dalla caratteristiche interessanti perché oltre a consentire una riduzione dei dosaggi esplica un’azione sinergica sulle infestanti perenni completando l’azione del glifosate

 

3. MCPA,MCPA+Dicamba sono poco selettivi ma si utilizzano per elminare infestanti Equisetum, Rumex, Taraxacum, Plantago

Convolvus

 

4. Fluazifop-p-butil e cliclossidin selettivi utilizzati in condizioni particolari per eliminare graminacee estive e per contenere lo sviluppo delle perenni (Sorghum, Agropyron, Cynodon).

 

Erbicidi di traslocazione

Sono diserbanti in grado di essere trasferiti all’interno della pianta da un’organo ad un’altro. Muovendosi nella pianta sono in grado di raggiungere anche organi sotterranei quali tuberi e rizomi, per cui possono risultare efficaci anche contro le infestanti perenni.

 

GLIFOSATE (ROUNDUP ed altri)

E’ un diserbante che distribuito sulla vegetazione verde viene da questa assorbito e traslocato nelle radici dove esplica la sua azione tossica. Per questo motivo risulta efficacie su diverse piante perenni provviste di rizomi. I sintomi dell’azione di questo prodotto si manifestano, di solito, da 7 a 14 giorni dal trattamento, mentre il completo disseccamento delle piante si raggiunge nell’arco di un mese.

Non essendo selettivo, durante i trattamenti è necessario evitare di colpire fusti che non siano ben lignificati, polloni basali, o vegetazione in genere che non si voglia eliminare. Dopo il trattamento sono necessarie 6 ore senza pioggia altrimenti viene dilavato e perde di efficacia.

E’ preferibile usarlo nel periodo primaverile-estivo perchè la sua azione è favorita da alte temperature, forte intensità luminosa, elevata umidità dell’aria, piante in attiva crescita ed in fioritura. Tuttavia in prove effettuate presso il DESPEVI con Roundup 400 alla dose di 5-6 l/ha nel periodo invernale, il Glifosate ha evidenziato un’efficace attività, sia da solo che in miscela con diserbanti residuali.

La sua azione può essere incrementata dall’aggiunta di solfato ammonico (dose 10 Kg/ha) o di altre sostanze, comunemente presenti in commercio, in grado di favorirne l’assorbimento da parte delle infestanti. Le dosi di impiego per prodotti al 41% di principio attivo variano a seconda del tipo di infestante: da 3-5 Dl/ha contro la maggior parte delle infestanti annuali a 10-12 l/ha contro Convolvulus.

Nel terreno subisce una rapida biodegradazione. Ha un’efficacia non sempre soddisfacente verso i Convolvulus, mentre l’Equisetum risulta resistente.

GLIFOSATE TRIMESIO (SULFOSATE)

 

E’ un nuovo diserbante che presenta caratteristiche molto simili al Glifosate.Dovrebbe differenziarsi per possedere un’assorbimento fogliare più rapido (minore pericolo di dilavamento causa pioggia) ed un’azione disseccante sulle graminacee più veloce. Per le altre caratteristiche può essere assimilato ad un Glifosate.

 

 

2,4 D – MCPA (Diversi)

 

Fanno parte degli erbicidi ormonici e non sono autorizzati in vivaio escluso l’MCPA in miscela con il Glifosate (PUNTA). Il 2,4 D può causare fenomeni di fitotossicità sulle colture perchè ha un’azione molto energica.

 

I diserbanti ormonici sono assorbiti principalmente per via fogliare e traslocati nei vari organi della pianta a livello meristematico dove esplicano la loro azione tossica. Risultano avere un’ottima efficacia contro Convolvulus ed Equisetum. La miscela MCPAGlifosate ha uno spettro di azione estremamente ampio, risultando attiva contro la totalità delle infestanti del vivaio. Per dosi e modalità di impiego vale tuttociò che è stato detto per il Glifosate.

 

 

CICLOXYDIM (STRATOS) – SETHOXYDIM (FERVINAL, GRASIDIM)

 

Questi diserbanti fanno parte, insieme a diversi altri (principi attivi: Diclofop-methyl, Fluazifop-p-buthyl, Haloxifopethoxethyl, Quizalofop-ethyl), di un gruppo di erbicidi fogliari caratterizzati da una spiccata azione verso le infestanti graminacee (infestanti a filo).

 

Il Cicloxydim è un erbicida molto selettivo, velocemente assorbito dalle foglie, traslocabile, poco persistente nel terreno. Il Sethoxydim è un prodotto sistemico, rapidamente assorbito dai tessuti fogliari, rapida degradazione nel terreno. Questi diserbanti posseggono un potere residuale assente o molto ridotto, per cui sono efficaci solo contro le infestanti graminacee presenti al momento del trattamento. E’ trascurabile la loro azione verso infestanti dicotiledoni (infestanti a foglia larga).

 

Fonte: Vito Mezzapelle

 

Alberate Campane

23 febbraio 2008 di Mezzapelle Vito


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Sample ImageCostituiscono un gruppo di sistemi di allevamento e potatura della vite tipicamente italiani, essendo pressoché sconosciuti negli altri paesi viticoli (fatta eccezione d’una zona settentrionale del Portogallo). Da noi sono antichissimi, ed erano già largamente usati dai latini (che li chiamavano Vites arbustivae)…

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