Uva, Vino, Salute

10 Settembre 2007 di Mezzapelle Vito


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Esperti di “terapie naturali” sostengono che l’uva sia un alimento completo, indicato sia per individui colpiti da varie patologie (soprattutto gli anemici, chi ha il fegato affaticato e chi soffre di gastrite) che per sportivi, anziani, convalescenti, dinne e bambini.

Ricca di potassio, glucosio, fruttosio, Sali minerali, oligoelementi, vitamine e di tutta una serie di polifenoli (quest’ultimi presenti anche nel vino), l’uva risulta un alimento ad alto valore salutistico.  Essa, infatti, aumenta la resistenza fisica e fortifica l’attività nervosa, depura la pelle e la rende più elastica e luminosa eliminando le tossine; ha, inoltre, una funzione diuretica, aiuta nei dolori artritici e reumatici ed è anche un attimo disintossicante per il fegato.

Per esempio, il suo contenuto di potassio, che insieme a calcio e magnesio esercita un’azione regolatrice del battito cardiaco, è mediamente di 190,0 mg/100 g di alimento e risulta quindi enorme se confrontato con quello delle acque minerali dove è pari a pochi milligrammi.

 

Il vino, frutto della fermentazione degli zuccheri d’uva, non è più considerato come una bevanda semplice e di evasione, ma un nuovo fattore di protezione della salute. Si è certi della sua attività benefica sull’organismo umano. Il suo pH, prossimo a quello dei succhi gastrici, lo rende un ottimo coadiuvante nella digestione.

Vino, olio di oliva ed arance rosse pigmentate, presenti nella dieta mediterranea, risultano alimenti ricchi di sostanze antiossidanti, quali polifenoli semplici, che il vino ha in comune con l’olio di oliva, e antociani che il vino ha in comune con le arance pigmentate.

 

Note sono le sue proprietà fisiologiche, di protezione verso le malattir cardiovascolari, che possono essere messe in relazione al moderato tenore di alcool etilico ed alla presenza di altre sostanze quali polifenoli, antociani, stilbeni ecc.

Diversi studi hanno dostrato che il contenuto di polifenoli, catechine e antociani di vini bianchi e rossi inibisce la proliferazione delle cellule del muscolo liscio vascolare e l’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità (LDL), ritardando così l’insorgenza di malattie quali l’arteriosclerosi

 

È in particolare la presenza di reveratrolo, un composto chimico appartenente alla classe degli stilbeni, e di quercetina, un flavonoide, a contribuire alle particolari proprietà fisiologiche del vino.

Del resveratrolo è stata dimostrata, sperimentalmente, l’azione di inibizione degli agenti oncogeni, di prevenzione del morbo di Alzheimer, di protezione dei rischi di infarto e la sua capacità inibitoria dell’ossidazione delle LDL.

I prociandioli, presenti nei vini rossi e responsabili del gusto astringente, se da un lato inibiscono la formazione di radicali liberi, dall’altro catalizzano la biogenesi e la produzione del collagene e dell’elastina, che assicurano la coesione delle pareti capillari, proteggendole dall’arteriosclerosi.

 

I polifenoli hanno il potere di ridurre la viscosità del sangue, impedendo così la formazione di depositi di grasso nelle arterie, influenzando notevolmente sulla riduzione del tasso di colesterolo. Inoltre il resveratrolo è un efficace aiuto nella prevenzione di malattie neurovegetative, come il morbo di Alzheimer, e protegge l’organismo dall’insorgenza di alcuni tumori.

 

 

Importante altresì si ritiene il controllo degli elementi presenti in tracce, aventi effetti negativi sulla salute, quali metalli pesanti, ammine piogene, ocratossina; questi dovranno essere continuamente monitorati per essere tenuti ampiamente al di sotto del livello di attenzione e per poterne collegare la loro presenza con i processi di filiera, individuando le cause e  minimizzandone le quantità presenti.

La presenza di Ocratossina A può essere collegata per uno stesso impianto con la differente storia fitosanitaria e recenti studi hanno inoltre confermato che ne sono più a rischio i vini rossi rispetto ai bianchi.

Un altro dato da attenzione sui vini è la presenza di ammine piogene. Queste si formano dalla normale attività metabolica degli animali, delle piante e dei microrganismi, originandosi dai corrispondenti amminoacidi precursori in seguito a processi di decarbossilazione enzimatica e possono raggiungere concentrazioni elevate in alimenti a matrice proteica che vanno incontro a lunghi periodi di stoccaggio e/o processi fermentativi (insaccati, prodotti ittici, formaggi, bevande fermentate). Nella Vitis vinifera le ammine piogene si sintetizzano in diverse parti della pianta, inclusi acini e foglie e sembrano comportarsi come regolatori della crescita allo stesso modo che negli organismi superiori. Nel vino, la presenza di diversi amminoacidi che possono essere decarbossilati favorisce la formazione di diverse ammmine quali istamina, tiratina, putrescina, cadaverina.

 

Infine, l’influenza di alcuni trattamenti fitosanitari, ad sempio zoxamide/mancozeb e rame ossicloruro, sul contenuto di Mn (II), Zn (II), Cu (II), Pb (II) e Cd (II); quest’ultimi oltre certi limiti (fissati dalla legge) sono nocivi alla salute.

 

 


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