Miglioramento Genetico in Viticoltura

3 Luglio 2010 di Mezzapelle Vito


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La valorizzazione della piattaforma ampelografica rappresenta uno dei principali punti di forza per la valorizzazione e il potenziamento della viticoltura di ciascuna Regione italiana. Il miglioramento genetico comprende tutte le attività volte a modificare la composizione delle popolazioni agendo direttamente o indirettamente sul loro patrimonio genetico. Esistono vari metodi di miglioramento per la vite, tra questi la selezione massale e la selezione clonale

 


Nella prima si scelgono i soggetti con le caratteristiche migliori all’interno di un vigneto, si controllano prima della vendemmia le viti e gli eventuali attacchi di parassiti o virosi e si prelevano nel periodo della potatura invernale le marze ( parte della vite che porterà foglie e frutti) adatte per l’innesto sulla talea americana. Il lavoro si completa in vivaio con un controllo accurato di tutte le piante.

La seconda invece consiste nel migliorare varietà esistenti selezionando al loro interno delle sottovarietà che presentano caratteristiche interessanti sia dal punto di vista della qualità che della sanità (indennità dalla principali malattie virali), nel rispetto delle procedure fissate dal Reg. CEE 2314/72 e successivi D. M., consente di migliorare la popolazione di un vitigno e, quindi, la qualità dei vini prodotti. La selezione clonale è l’isolamento e la moltiplicazione vegetativa di individui o gruppi di individui all’interno di una varietà che manifestano alcuni caratteri morfologici, produttivi o qualitativi interessanti o anche un’elevata capacità di adattamento alle condizioni ambientali. Il riconoscimento di biotipi è possibile se le differenze tra gli individui risultano molto marcati.

Normalmente il clone viene valutato sulla base di:

 

  1. Rappresentatività dei caratteri tipici della varietà di appartenenza;

  2. Vigoria vegetativa;

  3. Fertilità e conseguente produttività;

  4. Potenzialità enologiche;

  5. Suscettibilità alle fitopatie (grappolo spargolo nei confronti di Botrytis);

  6. Sanità virologica.

 

La metodologia prevede:

1. Individuazione delle piante capostipite: effettuata dall’Ente costitutore. Si individuano le piante che meglio rispondono a tutte le caratteristiche  che ricerchiamo nel clone

2. Saggi virologici: se positivo si procede con il risanamento mediante termoterapia

3. Moltiplicazione vegetativa delle piante e messa a dimora in due campi di omologazione diversi e su due portinnesti diversi

4. Descrizione ampelografica, rilievi agronomici (n°di grappoli, peso, attacco botritico ecc.) relativi alla quantità e ai componenti della produzione ed alla vigoria

5. Analisi sul mosto, microvinificazioni (20-100 l.), rilievi analitici, analisi sensoriale (12 degustatori)

6. Omologazione: Invio per l’esame al Comitato Nazionale per l’esame delle varietà di vite 8ai sensi del D.P.R. n1164 del 24\12\1969

Dopo la selezione clonale:

Premoltiplicazione: i Nuclei di premoltiplicazione conservano i cloni e produzione di materiale vivaistico clonale di base

VIVAISMO VITICOLO: i vivaisti producono e commercializzano 2 categorie di prodotti

  1. Materiale certificato (etichetta azzurra): ottenuto dal materiale  di base di questo gruppo fanno parte i cloni.

  2. Materiale standard (etichetta arancione): ottenuto da materiale non selezionato. Si a rispondenza delle marza e del portinnesto dichiarato in etichetta. No a garanzie genetiche e virologiche.

Fonte: Vito Mezzapelle

 

 

 


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